Le tre aziende erano invitate ad un'audizione pubblica sulla questione dei prezzi del mondo IT, ma nessuno di è presentato con le buone ed il governo lo ha convocati ufficialmente davanti al membro del parlamento Ed Husic. Le aziende dovranno rispondere forzatamente, o verrà presa la via legale.
Queste società avrebbero dovuto cooperare ed essere pronte a diventare più aperte e trasparenti sulle loro politiche di prezzi. […]Adobe, Apple e Microsoft sono solo alcune di quelle società che continuano a sfidare la richiesta pubblica di risposte, e che si sono rifiutate di apparire dinnanzi all’audizione pubblica sui prezzi dell’IT.Il caso più eclatante è quello dei prodotti Apple che spesso subiscono variazioni di prezzo a causa della tassazione, ma spesso è anche una strategia commerciale.
E in effetti, l’iMac 27″ costa 1.799$ negli USA (1.343€), 1.999A$ in Australia (1.527€) e 1.499£ in UK (1.746€); ma se sottraiamo le tasse dai prezzi internazionali -in quelli USA sono già scorporati- otteniamo che lo stesso iMac viene 1.817A$ (1.388€) e (1.455€): parliamo rispettivamente di incrementi pari a +3,8% e +8,9%. E il medesimo applicato all”iPod touch rivela aumenti nell’ordine dell0 0,9% in Australia e del 4,5% in UK.
Anche per iTunes le cosa non cambiano: i brani sono commercializzati a 1,29$ negli USA e 1,99$+tasse in Australia, eppure non sono beni fisici da spostare.
Ad ogni modo, l’audizione pubblica è fissata per il prossimo 22 marzo.
[fonte]

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