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venerdì 8 marzo 2013

iPhone rubati facilmente sostituibili

Per un ladro è relativamente facile farsi sostituire l'iPhone da un Apple Store.
Questo utente passeggiando per Napoli si è imbattuto in un rapinatore che gli estorce il telefono con minacciandolo con un coltello. Si reca ai Carabinieri per fare la denuncia da inviare all'operatore per bloccare telefono e SIM.

A distanza di 2 mesi, entrando nel mio account Apple, denoto che il mio iPhone è scomparso tra i dispositivi in mio possesso. Facendo una rapida telefonata all’Apple Care service (assistenza Apple) mi viene comunicato che il mio telefono è stato sostituito con uno nuovo, e colui che ha effettuato questa operazione di assistenza è tutelato dalle norme sulla privacy. Imbestialito, mi reco presso l’Apple Store del Centro Commerciale Campania (l’unico store in tutta la Campania), dove ho il piacere di discutere della questione con un responsabile, il quale mi fa sapere che loro non controllano le proprietà dei telefoni, perchè non possono farlo in quanto non sono un’autorità giudiziaria. A quel punto la mia domanda diventa un’altra: “Come avete fatto a sostituire un telefono risultante rubato?”.
Con la massima calma il responsabile continua a ripetermi che loro non sono un’autorità e non possono accedere ai dati dei clienti, nonostante io fossi munito di contratto stipulato con Vodafone (il quale riporta il codice del cellulare che loro hanno mandato in assistenza) e la denuncia dei Carabinieri, che dimostravano che ero io il cliente di quel prodotto, e non la persona che l’ha portato in riparazione. Alla mia ulteriore domanda, “Quindi se io rubassi un iPhone e ve lo portassi qui potrei averne un altro gratuitamente?” e sentitomi rispondere “Il proprietario del telefono è colui che lo ha in mano”, ancora più imbestialito decido di scrivere una mail a Tim Cook spiegando ogni singolo passo di ciò che è accaduto.
In meno di 24 ore ricevo una telefonata dal suo ufficio negli USA, direttamente da un dipendente italiano (di cui omettiamo volutamente il nome, ndr) il quale mi dice: “La sto chiamando per la mail che ha inviato a Tim Cook, siamo spiacenti per l’accaduto, sono cose che capitano.” La conclusione che ho tratto, purtroppo, è che questa specie di “riciclaggio” dei prodotti Apple rubati esiste ed è stato confermato da Apple stessa.


[fonte]

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