La legge indiana prevede che nei negozi monomarca stranieri non meno del 30% della merce debba provenire da fornitori indiani. Apple non potendo soddisfare questa richiesta si affida ai franchising di terze parti.
Attualmente, la società statunitense non produce nessuno dei suoi prodotti in India, e la clausola del 30% potrebbe quindi impedirle di aprire negozi propri. Ma ha chiesto ai franchise di adeguarsi alle specifiche globali, incluse quelle relative al design, alla disposizione degli ambienti e alle forniture, e sta perfino inviando i propri fornitori globali a rimpolpare i punti vendita. Questi negozi riceveranno generosi dosi di decorazioni in vetro, così come si vedono negli Apple Store statunitensi. I costi per il redesign dovrebbero superare il milione di Rupie per ogni store [neppure 15.000€, n.d.A.], ma Apple rimborserà i possessori del franchise nel corso dell’anno.Entro la fine del 2014 si passerà quindi dagli attuali 65 punti vendita ad almeno 200.
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